
Istituto Comprensivo “Falcone e Borsellino – Carelli” contro i DCA
Storie che toccano, parole che salvano
Il 26 novembre, presso il Cinema Norba, genitori e studenti delle classi terze dell’Istituto
Comprensivo “Falcone e Borsellino – Carelli” hanno partecipato al seminario “Disturbi Alimentari
ed Educazione alla Salute”. L’evento, organizzato dall’ istituto e patrocinato dal Comune di
Conversano, rientra nel progetto “Contiamo alla Pari”, che mira a sviluppare nei ragazzi una
consapevolezza critica sui temi della parità di genere, degli stereotipi sociali e della pressione legata
all’immagine corporea, fattori spesso connessi a disagi psicologici complessi.
L’iniziativa, fortemente voluta dalla Dirigente scolastica, prof.ssa Flora Gesumina Marasciulo, ha
visto la partecipazione del Sindaco Giuseppe Lovascio, il quale ha portato i saluti istituzionali
sottolineando l’importanza di sensibilizzare le giovani generazioni su temi così delicati.
Al tavolo dei relatori sono intervenute tre professioniste: la dott.ssa Emilia Matera, neuropsichiatra
infantile; la dott.ssa Angela Mastrandrea, psicologa e psicoterapeuta e la dott.ssa Laura Diana,
biologa nutrizionista. Accanto a loro, l’autrice Melania Scisci, che ha portato la sua testimonianza
di lotta e rinascita.
La dott.ssa Matera ha spiegato che i Disturbi del Comportamento Alimentare non riguardano
soltanto il rapporto con il cibo, ma coinvolgono in modo profondo la mente, le emozioni e le
relazioni. Ha descritto le dinamiche di anoressia, bulimia e binge eating, evidenziando come
possano emergere da insicurezze, paura del giudizio, conflitti familiari o periodi di forte stress. Ha
inoltre richiamato l’attenzione sull’importanza di riconoscere i segnali precoci, fondamentali per
intervenire in tempo.
La dott.ssa Mastrandrea ha affrontato il tema dal punto di vista psicologico, soffermandosi sul
legame tra emozioni, autostima e percezione di sé. Ha ricordato come la paura del giudizio possa
influenzare profondamente il comportamento alimentare e come segnali quali pasti saltati,
alimentazione disordinata, isolamento, perdita di peso improvvisa o l’utilizzo di abiti larghi per
nascondersi non vadano mai sottovalutati. Ha inoltre ribadito l’importanza di non rimanere in
silenzio ma rivolgersi ad adulti e professionisti di riferimento. Ha sottolineato inoltre che
l’autostima e il rapporto con il proprio corpo si costruiscono anche attraverso un ambiente sereno,
basato su dialogo e ascolto.
La dott.ssa Diana ha illustrato le conseguenze fisiche dei DCA, spiegando che il corpo ha bisogno
di energia, equilibrio e cura, mentre un’alimentazione irregolare porta a carenze, svenimenti, perdita
di massa muscolare e disturbi metabolici. Ha invitato gli studenti a diffidare dei modelli estetici
irrealistici, ricordando che una sana alimentazione non serve per “piacere agli altri”, ma per stare
bene con se stessi.
Le relatrici hanno condiviso un messaggio comune e unanime: nessuno deve affrontare da solo un
Disturbo del Comportamento Alimentare. Chiedere aiuto è un gesto di forza, non di debolezza.
Medici, psicologi, nutrizionisti e adulti di riferimento rappresentano un supporto fondamentale, così
come la famiglia e gli amici, chiamati ad ascoltare senza giudicare e a sostenere con pazienza.
Il seminario ha rappresentato il momento conclusivo di un percorso avviato nelle settimane
precedenti in classe. Decisivo è stato il lavoro preparatorio curato dalle docenti prof.ssa Rosa Pepe
(referente per il bullismo e il cyberbullismo) e prof.ssa Fonte Lucia Pace (docente di lettere) che,
insieme ai docenti curriculari, hanno guidato studentesse e studenti in un approfondimento
strutturato sul tema dei DCA. Il percorso ha previsto la lettura del libro “Stanza 309” di Melania
Scisci, attività di riflessione sul rapporto tra emozioni, corpo e autostima, la realizzazione di
volantini informativi e discussioni mirate alla prevenzione e alla consapevolezza emotiva.
Particolarmente intenso è stato l’intervento di Melania Scisci, che con grande sincerità ha condiviso
la propria esperienza, trasformando il suo racconto in un momento di rara profondità umana. La
voce, a tratti incrinata dall’emozione, e gli occhi lucidi hanno accompagnato parole capaci di
toccare corde sensibili, rendendo ogni passaggio ancora più autentico e potente. In sala si è creato
un silenzio denso, quasi sospeso, nel quale gli studenti hanno ascoltato con attenzione e rispetto,
mostrando una maturità emotiva che ha colpito tutti i presenti. Molti di loro si sono visibilmente
commossi nel comprendere quanta sofferenza, ma anche quanta determinazione e coraggio, si
nascondano dietro un percorso di rinascita così complesso. Il racconto di Melania ha saputo
trasformare un tema delicato in un momento di verità condivisa, capace di lasciare un segno
profondo nella consapevolezza dei ragazzi.
Il momento conclusivo è stato tra i più significativi: gli studenti hanno sollevato colorati striscioni
preparati con cura in classe, esprimendo l’entusiasmo per l’esperienza vissuta, un atto semplice ma
sincero che ha riempito la sala di energia positiva e gratitudine.
Alla fine dell’incontro, quando l’autrice è scesa dal palco, diversi ragazzi si sono avvicinati per
abbracciarla in un impulso spontaneo e profondamente autentico. Un abbraccio collettivo, gesto
semplice ma potentissimo, capace di racchiudere il calore, l’empatia e il rispetto che la loro giovane
età sa esprimere quando si trova di fronte a una storia vera, restituendo a tutti l’intensità emotiva
dell’esperienza vissuta.
Il seminario si è rivelato un’esperienza formativa e profondamente umana, capace di lasciare negli
studenti strumenti preziosi per comprendere se stessi e gli altri. Non si è trattato di un semplice
momento informativo, ma di una vera e propria occasione di crescita personale e collettiva.
L’incontro ha ricordato a tutti che dietro ogni sorriso può celarsi una fragilità e che prendersi cura di
sé significa imparare a riconoscere e ad accogliere le proprie emozioni, senza timore. La
testimonianza di Melania Scisci e le parole delle relatrici hanno lasciato un messaggio forte e
chiaro: chiedere aiuto è un atto di coraggio.






